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Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2021
XXVI Edizione

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2022
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

  • Scaduto il 15 Novembre 2021
  • La giuria rende noti i risultati in data 18-02-2022.
  • Antologia del Premio letterario Città di Melegnano 2021 
    Spedita dal 10 al 20 giugno 2022

    Inviata in data 03-01-2022 a mezzo email la lettera di ammissione all’antologia che racchiuderà la migliori opere partecipanti al Premio Città di Melegnano 2021.

  • Consegna dei Premi presso la sede de Il Club degli autori a Melegnano (Milano) sabato 18 giugno 2022. È stata inviata comunicazione a mezzo email in data 01-06-2022.

    Online le fotografie della cnsegna dei Premi

  • Risultati

    La Giuria della XXVI Edizione del Premio Città di Melegnano 2021 presieduta nella sezione Poesia da Massimo Barile, dopo attenta valutazione delle opere pervenute ha così decretato:


    Opera 1^ classificata: «Il varco» di Paulette Ducrè, Alpignano (Torino). Questa la motivazione della Giuria: «Paulette Ducrè offre una lirica penetrante ed evocativa, che riconduce alla visione poetica della poetessa Antonia Pozzi, diventando un prezioso e sentito omaggio lirico.
    Nel divenire poetico il silenzioso dolore scuote l’anima e la ricerca di un simbolico “varco” diventa evidenza lirica, capace di penetrare il pianto che nasce da un sofferto vissuto.
    Labili percezioni dell’animo e sembianze silenziose, sedimentate nel profondo dell’animo, illuminano la sua Parola ed il cuore pulsante della poetessa conduce al “nitore di nudità di pace”». Massimo Barile
    Vince: Attestato – Trofeo Benedetto Di Pietro – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 100 copie all’autore – Pubblicazione della poesia sull’Antologia – Pubblicazione della Poesia su Internet www.club.it


    Opera 2^ classificata: «L’ipotesi di quello che sono» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (Pisa). Questa la motivazione della Giuria: «Sergio Baldeschi ripropone la sua poetica, precisa e raffinata, offrendo brividi lirici ed illuminazioni poetiche che rivisitano le sue esperienze esistenziali e catapultano davanti “all’immenso stupore della vita”.
    La sua Parola si nutre della sostanza lirica e la innalza ad un canto dell’anima, profondo e viscerale, tra simulacri da disvelare e suggestive ipotesi sull’”altra parte di sé” che si riflette nel simbolico specchio della vita: la sua visione lirica seduce e “s’eterna al mistero”». Massimo Barile
    Vince: Attestato – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’autore – Pubblicazione della poesia sull’Antologia – Pubblicazione della Poesia su Internet www.club.it


    Opera 3^ classificata: «La felicità è nei brandelli» di Elisabetta Liberatore, Pratola Peligna (Aquila). Questa la motivazione della Giuria: «Come scrive Elisabetta Liberatore, “la felicità è nei brandelli”, depurati da ciò che è inutile e dagli orpelli dell’esistenza, negli spiragli di vita che sorprendono e nelle manifestazioni che oltrepassano il silenzio dell’attesa.
    La nuda essenza, spogliata dall’eccesso e dal superfluo, diventa paradigma della visione lirica della poetessa, capace di sorprendere e di superare l’ingannevole superficie per penetrare l’intima e profonda essenza dell’esistere». Massimo Barile
    Vince: Attestato – Pubblicazione di un quaderno di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’autore – Pubblicazione della poesia sull’Antologia – Pubblicazione della Poesia su Internet www.club.it


    Opera 4^ classificata: «Tremo sul davanzale dei tuoi occhi” (preghiera dell’uomo perduto)» di Vittorio Di Ruocco, Pontecagnano (Salerno). Questa la motivazione della Giuria: «Vittorio Di Ruocco offre un canto lirico, che definisce “dell’uomo perduto”, profondamente sentito e capace di penetrare nelle zone segrete del cuore, muovendosi sull’orlo dell’abisso, fino a catapultare nella vertigine immane.
    Ogni presunta certezza è ormai sgretolata e tutto pare travolgere scaraventando in una simbolica “eterna pena”: ecco allora che gli “occhi” della donna amata diventano unica fonte salvifica, lento inabissarsi nella luce senza più paura». Massimo Barile


    Opera 5^ classificata: «Un sogno» di Niccolò Valtulini, Bolgare (Bergamo). Questa la motivazione della Giuria: «La visione poetica riconduce alla sostanza profonda dell’esistere con la consapevolezza che ogni evento dell’esistenza è appeso al destino, alla vita appena sfiorata, al sogno amaro di un amore perduto.
    La percezione diventa intensa rivisitazione delle metamorfosi dell’esistere e Nicolò Valtulini fissa, con parola precisa e ferma, tale evidenza lirica». Massimo Barile


    Opera 6^ classificata: «La specie umana» di Chris Mao, Ormea (Cuneo). Questa la motivazione della Giuria: «Nell’inquietudine che porta con sé, sempre rivolta a nuovi orizzonti e desideri, la “specie umana” avanza inesorabile per alimentare la sfrenata ambizione, ed ecco allora che diventa fondamentale ritrovare il “lume bianco della verità” nell’universo emozionale e nel fluttuare dei sogni.
    Chris Mao offre uno stato d’animo che si erge a simbolo portante della lirica ed immerge la sua Parola dentro tali evidenze esistenziali». Massimo Barile


    Opera 7^ classificata: «Sequele di parole» di Lucia Ingegneri, Monza. Questa la motivazione della Giuria: «Lucia Ingegneri offre una visione poetica che, tra armonia e dolcezza, alimenta costantemente la sua Parola, che si fa “respiro di poesia”.
    Le simboliche “sequele di parole” oltrepassano il silenzio e spingono alla ricerca di nuove emozioni, riportano le molteplici “sfumature” dell’esistere, distillando le meravigliose “scintille del cuore” che alimentano la magia della vita». Massimo Barile


    Opera 8^ classificata: «Ultimo giorno di scuola» di Dario Marelli, Seregno (Monza e Brianza). Questa la motivazione della Giuria: « Dario Marelli propone una poesia che diventa ricordo e riflessione sull’”ultimo giorno di scuola”.
    Il sorriso dei bambini, lo stupore davanti alla nuova vita che li aspetta e la girandola dei sogni che si muoverà sopra di loro, diventano visione lirica che riconduce al sorprendente divenire della nostra esistenza». Massimo Barile


    Opera 9^ classificata: «False partenze» di Francesca Croci, Predazzo (Trento). Questa la motivazione della Giuria: «Francesca Croci pone al centro della visione lirica la concezione che vede l’esclusiva affermazione della propria individuale esistenza come unica ed autentica realtà.
    Nel processo lirico, tra “viaggi di solipsismo”, “mete casuali” ed “itinerari astratti”, v’è la totale immersione in una dimensione che vede il distacco e l’abbandono come viaggio di sola andata perché, come decreta la poetessa nella chiusa della sua poesia: “Non serve più partire. Occorre non tornare”». Massimo Barile


    Opera 10^ classificata: «Disillusione» di Ileana Pisani, Cernobbio (Como). Questa la motivazione della Giuria: «Nella lirica di Ileana Pisani domina il senso di “disillusione” nei confronti di ogni manifestazione dell’esistere, fortemente avvertito durante il percorso della vita.
    La sua visione è permeata dalla percezione della nostalgia per lo smarrimento di “fantasie” e “memorie”, per le “inutili speranze coltivate”, ed il rimpianto per ciò che, erroneamente, credeva generato dalla gioia». Massimo Barile


    Dal 4° al 10° classificato vincono: Attestato – Pubblicazione della Poesia sull’antologia con assegnazione di 2 copie gratuite a ciascun Autore – Pubblicazione della Poesia su Internet www.club.it




    Opera Segnalata dalla Giuria: «In abito bianco» di Ubaldo Bitossi, Firenze. Questa la motivazione della Giuria: «La lirica di Ubaldo Bitossi si alimenta di un’atmosfera sognante davanti all’immagine d’una donna che danza, in riva al mare, in “abito bianco”, lambita dal vento, mentre si muove in armoniosi gesti.
    Il desiderio di “specchiarsi nei suoi occhi”, e vivere totalmente il suo splendore, si plasma con le cadenze interiori e penetra nel cuore, diventando atto salvifico». Massimo Barile


    Opera Segnalata dalla Giuria: «Mancanza» di Diego Orlandi, Lagord (Francia). Questa la motivazione della Giuria: «Diego Orlandi propone una lirica nella quale si avverte il senso della “mancanza” delle proprie radici, quando “partire” diventa desiderio di poter “tornare” in un luogo dove tutto, come scrive e confessa, “mi assomiglia”.
    Nei “sentieri della vita” non rimane che ricercare tale visione lirica per ritrovare sé stesso». Massimo Barile


    Opera Segnalata dalla Giuria: «Naufragi notturni» di Sergio Rossi, Cornate d’Adda (Monza e Brianza). Questa la motivazione della Giuria: «Nella lirica di Sergio Rossi si assiste ad una lenta immersione nei simbolici “naufragi notturni” di “ombre salvate/sbarcate clandestine sopra scogli”, tra “infinite risacche” d’una sofferta vita e tragici “sogni interrotti”, inghiottiti dal turbinio dell’acqua, fagocitati in un percorso di speranza che diventa negazione d’un approdo salvifico». Massimo Barile


    Opera Segnalata dalla Giuria: «Per te» di Alice Ramploud, Fidenza (Parma). Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Alice Ramploud riconduce al canto d’amore che diventa rivelazione, tra un “dolce bacio” e “brividi leggeri”, come a voler fermare il tempo per preservare la memoria e rendere eterno il “respiro” che lambisce l’animo nel silenzio notturno». Massimo Barile


    Opera Segnalata dalla Giuria: «Umano» di Luca De Giulio, Gorgonzola Milano). Questa la motivazione della Giuria: «Luca De Giulio offre una limpida visione lirica delle molteplici riflessioni generate “lungo il sentiero di casa”, quando la debolezza l’ha reso così “umano” ed ha alimentato i suoi pensieri, come a voler oltrepassare la linea di confine che separa la realtà dal sogno, cercando di non arenarsi sopra la miscela di “ricordi” e “scivolose certezze”, per non essere disorientato dalle illusioni della vita». Massimo Barile


    Gli Autori Segnalati dalla Giuria ricevono Attestato di Merito.




    La Giuria della XXVI Edizione del Premio Città di Melegnano 2021 presieduta nella sezione Narrativa da Monica Colombini, dopo attenta valutazione delle opere pervenute ha così decretato:


    Opera 1^ classificata: «La pausa del caffè» di Lino Belleggia, Roma. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto dipinge con delicata penna il dramma dell’infanzia inascoltata. Il finale drammatico arriva a sorpresa e addolora, ma il presagio era nell’aria della frettolosa  e anaffettiva lettura di un mondo di adulti senza capacità di ascolto e cura. Non sono sempre capricci quelli dei bambini… basterebbe fermarsi ad ascoltare aprendo il cuore». Monica Colombini
    Vince: Attestato – Targa Città di Melegnano – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 100 copie all’autore – Pubblicazione del racconto sull’Antologia della Sezione Narrativa


    Opera 2^ classificata: «Nuova vita» di Giuseppe Sorrentino, Napoli. Questa la motivazione della Giuria: «Scorre veloce la bella scrittura dipingendo un profilo di donna, sportiva, vincitrice pronta ad uscire per sempre dall’acqua rallentando il ritmo, per accogliere in una bolla speciale di acqua preziosa una nuova vita raccogliendo un nuovo e più grande traguardo». Monica Colombini


    Opera 3^ classificata: «Storia di G.» di Luisa Patta, Siena. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto testimonia la verità dell’amore che si insinua, stupisce, guarisce  e ricuce fili di vita e memoria».


    Opera 4^ classificata: «Scende la sera sul parco» di Lucia Lo Bianco, Palermo. Questa la motivazione della Giuria: «Attraverso le parole semplici, belle, minuziose nel ricostruire la descrizione di luoghi e memorie, si ha davvero l’impressione di entrare nella vecchia casa di Zia Amelia dove si affollano le immagini di una vita e i ricordi dell’infanzia». Monica Colombini


    Opera 5^ classificata: «La verifica di Estimo» di Giuseppe Turchi, Solignano (Parma). Questa la motivazione della Giuria: «Un racconto doloroso, urlato, difficile come può essere difficile e lacerante la relazione irrisolta tra una figlia e la mente, ormai a tratti annebbiata, di un padre. È storia quotidiana su cui riflettere e in cui riconoscersi». Monica Colombini


    Opera 6^ classificata: «Le forme delle nuvole» di Pierpaolo Fiore, Acri (Cosenza). Questa la motivazione della Giuria: «Una storia familiare di coesione, sentimenti profondi… di amore. Il racconto scorre piacevole svelando lentamente le vere ragioni, aprendosi ad un finale che emoziona e rassererna. Ci sono vuoti incolmabili… dolorosi che diventano malessere e come sempre l’amore è resilienza». Monica Colombini


    Opera 7^ classificata: «Gli occhi nelle lacrime» di Susanna Baldi, Milano. Questa la motivazione della Giuria: «Un racconto necessario, scritto con precisione tagliente, a tratti crudo, ma il racconto della guerra non può essere edulcorato. Per non dimenticare… mai!». Monica Colombini


    Opera 8^ classificata: «Una mattina particolare» di Enrico Casartelli, Mariano Comense (Como). Questa la motivazione della Giuria: «Una storia come tante forse, ma attuale e narrata con capacità di restituire il crescendo dei sentimenti, che confermano infine la capacità degli affetti veri di aprire nuovi orizzonti». Monica Colombini


    Opera 9^ classificata: «Fratello vento» di Carola Cestari, Milano. Questa la motivazione della Giuria: «Un racconto che è favola moderna di due giovani eroi sopravvissuti alla guerra… che non ha regione, ragione, colore, ideologia… ed è semplicemente negazione di umanità». Monica Colombini


    Opera 10^ classificata: «Il peso dell’aria» di Andrea Sabatini, Pistoia. Questa la motivazione della Giuria: «Insolito punto di vista quello proposto da questo racconto che, insinuandosi nei “pensieri” di un pupazzo, denuncia la debolezza tutta umana di ambire senza limite, approvazione e consenso… non importa a quale costo per anima e coscienza. Attualissimo». Monica Colombini


    Dal 2° al 10° classificato vincono: Attestato – Pubblicazione del racconto in Volume Antologico dei racconti vincitori della sezione Narrativa, edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 3 copie gratuite a ciascun Autore – Pubblicazione del racconto su Internet www.club.it


    Opera Segnalata dalla Giuria: «Una scatola di latta» di Elena Tarditi, Lomello (Pavia). Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto trasforma un scatola di latta in un domestico piccolo vaso di Pandora, dispensatore per una volta di bei ricordi di vita familiare». Monica Colombini


    Opera Segnalata dalla Giuria: «La spazzola» di Luca Bertini, Vicopisano (Pisa). Questa la motivazione della Giuria: «Un racconto che accarezza il ricordo finale del vezzo femminile, antico, che sa di bucato e vestito buono della domenica di una nonna che si è addormentata per sempre». Monica Colombini


    Opera Segnalata dalla Giuria: «Ultimo atto» di Silvia Marini, Tirrenia (Pisa). Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto svela la verità dell’artista in cui la vita diventa teatro, ma il teatro diventa vita e nulla ha più senso, lontano da quelle tavole quando si è soli». Monica Colombini


    Gli Autori Segnalati dalla Giuria ricevono Attestato di Merito.




    Nella giornata di sabato 18 giugno 2022 diamo la disponibilità a ricevere personalmente in maniera informale, gli Autori premiati che hanno piacere e modo di venire a ritirare quanto vinto, presso la nostra sede sita in Melegnano (Milano) piazza Codeleoncini 12, in orario 15,00-18,00.
    È stata inviata comunicazione a mezzo email in data 01-06-2022.



    Opere vincitrici



    Paulette Ducrè


    Opera 1^ classificata


    Il varco


    Ispirata a «La porta che si chiude» di Antonia Pozzi (1912-1938)


    Dal profondo intimo sgorga
    il sangue del dolore patito
    silenzioso
    tende le note l’anima
    al soffio di luce
    sospiro
    purità imbiancata di Spirito segreto
    che ancor gradirebbe il torpore
    nell’ultimo raggio donato.


    Ma si esaurisce nel vacillante
    tentativo di ripresa
    alla prigionia rinchiusa.


    Incespicando martoriando
    il languore di un varco
    che taglia la lama mortale del pianto,
    nel sogno di un bianco sereno traguardo.


    Urlo di parole mute
    labbra incomprese
    e sempre più l’eco echeggia,
    assordando l’estremo vissuto
    di creatura respirante.


    Improvvise sembianze d’essenze fragranti,
    ma serra il cuore il palpito,
    nella notte di uno splendido abbandono
    di riposo al silenzio,
    nell’elegante nitore di nudità di pace.




    Sergio Baldeschi


    Opera 2^ classificata


    L’ipotesi di quello che sono


    L’ipotesi di quello che sono
    si rifà ad un prodigio anni Sessanta,
    dove il fiammifero d’una cometa
    s’accese sul mondo
    in un clangore d’indache piume.
    Fiorito dalle lacrime di un sogno
    e svezzato a brividi d’amore,
    ho cavalcato mille soli
    per spalmarmi sulle guance
    l’immenso stupore della vita.
    Inquilino della luna
    e pioniere delle stelle,
    ho barattato i miei geni
    con un epigono d’illusione
    per vedere allo specchio
    l’altra parte di me.
    Ma nelle soffitte di Dorian Gray,
    ho trovato solo tumulate dolcezze
    e il simulacro incrostato
    di un papavero in pietra.
    Nel vuoto di stagioni invissute,
    ho nutrito l’anima a gocce d’ansia
    per sorreggere quell’ossatura
    che spaccia vita senza averne.
    Fecondato dall’utopia del seme,
    rinfresco l’ugola salmodiante
    per capire da quale corpo universale
    provenga questo palpito
    che seduce e s’eterna al mistero.
    Incapace di vedere oltre,
    morirò col disappunto di non sapere
    qual è il portento d’amore
    che traffica col cielo e mi fa credere
    che nulla è più vero…
    dell’ipotesi di quello che sono.




    Elisabetta Liberatore


    Opera 3^ classificata


    La felicità è nei brandelli


    Sono gli scorci inattesi
    a sorprendere il silenzio,
    le cose oltre il troppo detto
    che sfianca il quoziente,
    al di là delle molte immagini in eccesso
    in policromie implacabili
    che mortificano i colori in cui credi.
    È quello che taci
    che ti sorprende nella nudità
    di certi meriggi acerbi,
    tratti che non hai sognato,
    monocromi incapaci
    di ustionare sentieri.
    La felicità è nei brandelli
    svuotati di annunci inutili,
    è nell’inverso delle forme
    appaganti a pagamento,
    nella parte opposta
    di ogni ingombrante super-io
    sovraffollato d’illusioni,
    dietro lo specchio
    che si finge opera d’arte.
    Sono calmi doni
    spogliati dell’afonia di clamori,
    quelli mossi nei sussurri,
    quando riesci a ridere
    sciogliendo nodi.




    Vittorio Di Ruocco


    Opera 4^ Classificata


    Tremo sul davanzale dei tuoi occhi
    (Preghiera dell’uomo perduto)


    Tremo sul davanzale dei tuoi occhi
    tra i vicoli roventi del tuo cuore
    di fronte al tuo sorriso, disperato
    sospeso sopra l’orlo dell’abisso
    travolto da vertigini di pianto.
    Cammino ai margini di un buco nero
    sperando di toccare l’infinito
    prima di oltrepassare la misura
    che non consente più sprazzi di vita.


    Ormai si è sgretolata ogni certezza
    e irrompe inesorabile la notte
    a trascinarmi nudo tra le onde
    sordide e travolgenti del peccato.
    Rapito dai colori del silenzio.
    inciampo nelle nuvole del dubbio
    strappo le stelle appese al mio soffitto
    e capovolto a seppellire idee
    annego nella fanga dell’inedia.


    E chi potrà salvarmi dall’abisso
    dal lungo volo che ci scaraventa
    in fondo al lido dell’eterna pena?
    Tu sola fonte di ogni meraviglia
    puoi sciogliere l’ordito della sorte
    e ricamare con le tue malie
    oasi straripanti di bellezza
    così ch’io possa andare alla deriva
    e sprofondare senza più paura
    nella tua luce all’ombra della morte.




    Niccolò Valtulini


    Opera 5^ classificata


    Un sogno


    Se si scioglieranno le nostre cellule in un metro quadrato
    saranno unghie affilate dentro l’aria che afferrano, 
    mani sottili di adesso che toccano
    i profili dei monti e dei volti, e uno stelo strappato
    negli occhi e guardato, un vento incolmabile nei toraci sospesi.


    C’è voluto tanto per capire 
    ch’era invano ciò che siamo, era soltanto
    la consegna in ogni gesto di un destino
    tirato a sorte con sorriso meschino,
    ma passeranno sulle pietre le stagioni
    e torceranno il cielo della sera
    fino a cambiarne il colore
    e dopo di noi saranno altri, altre stirpi umane
    a constatarlo, quell’enorme incessante rumore
    della vita sfiorata per un soffio: è un cuore
    balbettante dentro un letto, una madre che sforna
    il pane caldo, la luce immensa di un’estate già finita
    intravista di sfuggita sopra il prato.


    Ma l’estate non è tutto, qualcuno ha detto, e poi ritorna
    con le foglie di magnolia in fiore il filo spinato,
    con la strage e la carezza che ricuce,
    la parola vuota e torbida che guida la gente,
    la bestia feroce e il suo fiato,
    con questa brezza morbida che riduce
    a un inconveniente la durezza del selciato,
    il sangue bevuto e versato, il sogno amaro
    di un amore perduto.


    Forse sono infinite le vite
    che non abbiamo vissuto,
    ma l’infinito intravisto,
    un giorno, ci è bastato…




    Chris Mao


    Opera 6^ classificata


    La specie umana


    Soltanto per alimentare
    l’esuberante radice del corpo
    l’ambizione da palcoscenico
    arroventa le lievi impronte
    del quieto vivere sottovento
    ed offre un privilegio da esporre
    ai soliti commedianti in arrivo.
    Così l’impulso di evitare
    ogni mediocre vergogna
    navigando i canali sotterranei
    del grigiore quotidiano,
    trova il lume bianco della verità
    nell’aureola di pensieri ed emozioni
    delle fragili creature insidiate
    dalla propria latente oscurità.
    Fluttuano i sogni delle partorienti
    nel polline nero delle città
    intrecciando dilemmi di vita futura
    con i bagliori di una nascente felicità.
    La miriade delle buone intenzioni
    si arena dove l’eco delle speranze
    ritorna sfibrata dallo sciame
    delle fredde risposte razionali.
    Le lacrime dei fuggitivi
    bucano l’acqua torbida delle pozze
    ed ogni anello generato rivela
    un nuovo perimetro del dolore.
    Nell’inquietudine delle sue schiere,
    verso un orizzonte di bisogni e desideri,
    avanza inesorabile la specie umana.




    Lucia Ingegneri


    Opera 7^ classificata


    Sequele di parole


    Sequele di parole
    assaporano le mie labbra,
    solleticano le mie corde
    come aromi inebrianti,
    come respiro di poesia
    che intona note armoniose
    nella brezza di tiepide primavere.
    Sfidano la nebbia del silenzio
    e dispiegano le ali
    alla ricerca di voci che si ascoltano.
    Parole che accolgono
    ogni ipotesi di equilibrio
    fra opposte sfumature di coscienze,
    col piacere di non travalicare
    l’identità dell’altro,
    con la gioia di stillare goccia a goccia
    ogni scintilla del cuore
    per condividere la magia della vita.
    Risorse armoniose che riuniscono
    ogni universo umano




    Dario Marelli


    Opera 8^ classificata


    Ultimo giorno di scuola


    Trarre fuori il sorriso che abita
    il cuore dei bambini, sussulti
    assiepati nel giardino della scuola,
    appena prima dell’esame,
    della nuova vita che li aspetta.


    Ritrovare nella festa delle risa
    il suono antico delle stelle,
    la spiga di grano che sarà pane
    al banchetto della vita. Allevare
    lo stupore di un momento, lievito


    inarrestabile tra il dire e il fare,
    lieti di sapere che nella girandola
    dei sogni niente sarà vano.
    Costruirvi con pazienza e amore
    lo svanire del mattino e suscitare
    luce piena ai contorni del giorno,


    l’innesco coraggioso del meriggio,
    attimo di eterno, prima della sera.
    Farne esultanza di passi a braccia aperte,
    scagliate verso il cielo, il fuoco dentro.




    Francesca Croci


    Opera 9^ classificata


    False partenze


    Le valigie ammassate
    dentro lo sgabuzzino.


    Ora solo partenze
    senza l’ingombro
    eludendo inventari
    – saluti di congedo.


    Viaggi di solipsismo
    mete casuali
    – spesso definitive
    itinerari astratti


    in cui non vi è stupore
    – soltanto l’abbandono.
    Niente più da scoprire
    oltre il distacco.


    Non serve più partire.
    Occorre non tornare.




    Ileana Pisani


    Opera 10^ classificata


    Disillusione


    Una fantasia ho smarrito nelle mie nostalgie
    che riposano tra memorie di singhiozzi
    di codarde paure immotivate.


    Timorosi gli sguardi miei
    che un dì mi offrirono germogli appassiti
    di inutili speranze coltivate.


    Pensieri inaspriti da lacrimanti sorrisi
    invano creduti da gioia generati.


    Innocente è l’animo rimpianto
    dannato l’avvenire sperato.


    Percorsa ho la via dei rosei ricordi
    sfumati ne ritrovo i margini
    di grigia disillusione.



    L'Albo d'Oro:
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2023 XXVIII Edizione
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2022 XXVII Edizione
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2021 XXVI Edizione
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2020 XXV Edizione
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2019 XXIV Edizione
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2018 XXIII Edizione
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2017 XXII Edizione
    Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2016 XXI Edizione
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