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Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2021
XXVI Edizione

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2022
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:
  • A causa delle numerose richieste, la data di scadenza del concorso è stato prorogata al 25 agosto 2021
  • Resa nota in data 13-12-2021 la graduatoria conclusiva del premio.
  • Antologia del Premio Letterario I Poeti dell’Adda 2021
  • Spedita dal 25 al 30 maggio 2022 – Inviate a mezzo email in data 28-02-2022 le bozze dell’antologia che conterrà le opere più significative che hanno partecipato al premio – In data 04-10-2021 è stata inviata la lettera di ammissione all’Antologia.
  • La Giuria sta per ultimare la valutazione delle opere pervenute.
  • Dopo aver fatto le dovute valutazioni dell’attuale situazione sanitaria, a causa dell’incertezza del regolare svolgimento degli eventi organizzati in questo periodo, e non volendo rischiare di organizzare la Cerimonia di Premiazione e poi doverla annullare all’ultimo momento, come già accaduto, abbiamo stabilito di annullarla e di sopperire dando la disponibilità a ricevere personalmente presso la nostra sede gli Autori che hanno piacere e modo di venire, nelle giornate di sabato 5 e sabato 19 marzo a ritirare quanto vinto.
    L’attuale situazione sanitaria fortunatamente sembra sia in netto miglioramento ma persistono ancora diverse problematiche legate ai contagi, alle quarantene, ai contatti stretti, ai Green Pass, etc. che impedirebbero all’evento di godere del giusto clima che consenta di svolgere in piena serenità e con la doverosa condivisione la giornata dedicata alle premiazioni.
    Certi della comprensione di tutti e certi che stiamo per lasciarci finalmente alle spalle questo triste periodo buio, invitiamo i premiati che desiderano ricevere presso il proprio domicilio quanto vinto, a farcene richiesta inviando una email a: premiazione@clubautori.it in maniera da fornire le indicazioni necessarie per effettuare il versamento del contributo alle spese di spedizione.
    
Diamo a tutti appuntamento alla prossima premiazione che organizzeremo nel 2023, premiando i vincitori dei concorsi del 2022.
 Qui trovate tutti i bandi dei Concorsi Letterari in corso: www.concorsiletterari.it/i-concorsi-del-club-degli-autori

Online le fotografie della cnsegna dei Premi

Risultati
  • Opera 1^ classificata: «Quando swcrivevo di te» di Alessio Baroffio, Rescaldina (MI). Questa la motivazione della Giuria: «Alessio Baroffio propone una lirica dove domina il canto d’amore e la sua Parola si fa emozionante, s’illumina del “riflesso argenteo” del recupero memoriale e dell’incanto provato davanti a “labbra esitanti” e al “luminoso sorriso”, prima che tutto si disperda nelle lacrime.
    Ecco allora che solo la forza della poesia riesce a “soffiare lontano” il dolore, mentre il poeta incide i “versi nel silenzio” d’una lirica rivisitazione interiore, tra ardente desiderio ed abissi enigmatici». Massimo Barile
    Vince: Targa Poeti dell’Adda – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione di 100 copie – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito
  • Opera 2^ classificata: «Una strana gioia» di Elisabetta Liberatore, Pratola Peligna (AQ).
    Questa la motivazione della Giuria: «Elisabetta Liberatore offre una poesia fortemente sentita nel profondo dell’anima dove le parole si fanno vibranti e penetranti.
    Durante il processo lirico tutto pare sospeso nel tempo delle “pause” interiori e nel “silenzio transitorio” dell’esistere, ed è la “strana gioia” che pervade lentamente, avvolge i dubbi ed i vuoti dell’anima, proiettando in una nuova dimensione.». Massimo Barile
    Vince: Pubblicazione di un Libro di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’Autore – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito
  • Opera 3^ classificata: «Sangue di drago» di Francesca Croci, Predazzo (TN). Questa la motivazione della Giuria: «Francesca Croci propone una poesia che rappresenta un percorso lirico ai “confini del cuore” dove estrapola l’amara consapevolezza dello spietato incedere del tempo e la dolorosa constatazione dello svanire dell’ardore.
    La cenere simbolica copre la “voglia” e dolente è prenderne atto: i “versi d’amore appassiti” diventano reperti lirici e non rimane che l’inesorabile svanire in una dimensione onirica». Massimo Barile
    Vince: Pubblicazione di un Quaderno di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’Autore – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito


  • Opera 4^ classificata: «I limoni (a Elle)» di Alessandro Vonella, Monza (MB). Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia di Alessandro Vonella la “scorza dei limoni” diventa simbolo e sostanza stessa della visione lirica.
    Il succo che ne deriva si fa “pianto”, patimento sentito nel profondo, percezione dolente davanti al vagheggiare esitante e vano, al cospetto dell’acre sapore della vita.
    Il processo lirico si tramuta in una decretazione dello svanire d’una illusoria visione di felicità». Massimo Barile
  • Opera 5^ classificata: «Dentro un cosmo asfaltato di stelle» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (PI). Questa la motivazione della Giuria: «La lirica di Sergio Baldeschi incarna fedelmente una rivisitazione spietata del proprio esistere che viene illuminato da un “palpito memoriale”, fino a spingersi “nell’infinito stupore”, in quel “brivido di tenerezza” che ancora illude il poeta di esistere, nonostante la sua anima sia imprigionata tra le “fauci” di una fabbrica.
    Sergio Baldeschi, come autentico “collezionista di pensieri rugginosi”, continua il suo percorso/processo lirico e, con la sua Parola, limpida e taumaturgica, avvolge e fagocita anche la visione esistenziale più dolente». Massimo Barile
  • Opera 6^ classificata: «Il ritorno del figlio» di Paola Amadei, Paderno Dugnano (MI). Questa la motivazione della Giuria: «La poesia “Il ritorno del figlio”, di Paola Amadei, diventa un simbolico rinnovato “respiro di vita” e l’intenzione lirica viene resa nel miglior modo possibile, grazie ad una poetica essenziale, capace di cogliere ed illuminare l’autentica substantia della vita: che sia l’amore per un figlio od altro sentimento poco importa». Massimo Barile
  • Opera 7^ classificata: «L’ultima siepe d’azzurro» di Chris Mao, Ormea (CN). Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia “L’ultima siepe d’azzurro”, la visione lirica di Chris Mao riconduce ad un lento franare nelle “ombre” dell’esistere e anche “l’anima pura” si nasconde nella polvere che si deposita sui giorni della vita: e copre le attese come le illusorie certezze.
    Emerge la visione del poeta “ferito” dal tempo perduto, come a voler reclamare per le mancanze e le promesse vane: una sorta di condanna lirica.». Massimo Barile
  • Opera 8^ classificata: «Metempsicosi» di Dario Marelli, Seregno (MB). Questa la motivazione della Giuria: «La visione poetica di Dario Marelli pervade come “onda” lirica che avvolge nello scorrere inesorabile del tempo.
    Avvolto dal silenzio notturno, come a voler imbrigliare l’essenza dell’esistere, Dario Marelli offre una lirica ammantata d’armonia, che diventa una “fioritura di salvezza”, mentre il poeta si abbandona alla quiete, immedesimandosi e, infine, plasmandosi in essa». Massimo Barile
  • Opera 9^ classificata: «Non c‘è limite» di Lucia Ingegneri, Monza (MB). Questa la motivazione della Giuria: «La visione lirica di Lucia Ingegneri risplende di una grazia soave e la sua poesia dell’anima accarezza il cuore.
    La sua percezione lirica oltrepassa le contraddizioni, le tensioni e le metamorfosi dell’esistenza, e s’irradia in una dimensione superiore.
    Lucia Ingegneri estrapola dal suo giacimento emozionale ciò che reputa fondamentale e, nella sua poetica, accoglie la vita con un abbraccio emozionante che non conosce “limite”». Massimo Barile
  • Opera 10^ classificata: «A mia nonna» di Daniela D’Aloia, Settala (MI). Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia di Daniela D’Aloia, profondamente sentita nell’anima, l’indelebile ricordo della nonna si tramuta in sostanza lirica pulsante e la sua Parola s’incide sulle simboliche pagine d’un “diario del tempo” che vede il “consumarsi” della vita ed un costante sguardo indagatore rivolto a disvelare il mistero dell’esistere». Massimo Barile


Dal quarto al decimo vincono: Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia del Premio e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito



Opere vincitrici



Alessio Baroffio


Opera 1^ classificata


Quando scrivevo di te


Quando scrivevo di te
m’infrangevo su scogli di antiche paure
e naufrago davanti ai tuoi occhi
sapevo incidere i versi nel silenzio.
Nel lampo che precedeva la tempesta
mi abbandonavo al rollio del presente,
tatuando le parole del mio ardire
sulla sabbia calda del desiderio.
La mia mano perseguiva la rotta
verso i tuoi approdi incerti
ove le tue labbra esitanti
erano tramonti senza risposta.
Quando scrivevo di te
in pagine bianche come maree
intonavo canti di emozione,
il tuo luminoso sorriso era la rete
che raccoglieva ogni mio pensiero.
Lettere ballavano sui battiti del cuore
mentre tra gli abissi dell’anima
attendevo l’incanto dell’imbrunire
per abbracciare l’isperato sogno.
Prima che parlassero le lacrime
stelle seguivano la scia di promesse eterne,
perdendomi nei tuoi riflessi argentei
bevevo la spuma bianca delle nuvole.
Quando scrivevo di te
poesie soffiavano lontano il dolore,
in fondo mi mancava soltanto una carezza
come il vento che risveglia il mare.




Elisabetta Liberatore


Opera 2^ classificata


Una strana gioia


Lascio che il vento sciolga i nodi,
reminiscenze sospese nelle mie pause
quando bagliori lampeggiano
da lamine di ore meridiane.
Planerà sulle mie palpebre
gravate da mille dubbi,
con tocco d’amante
scivolerà sui contorni
del mio volto inerte,
una strana gioia di grazia fugace,
non più che un indizio
nel silenzio transitorio
di un’estate matura.
Dentro i miei tanti spazi cavi
ripongo righe e righe
allineate senza respiro,
morene di parole franate
sul dorso nudo di giorni sfatti.
Mi nutro della vampa pallida
di un cielo tenue,
dell’eloquio leggero di questa brezza
e questa bruma rosata
che increspa il crinale.




Francesca Croci


Opera 3^ classificata


Sangue di drago


Ho smarrito il prezioso gioiello vermiglio.


Ho smarrito l’istante che toglie il respiro
il sudore dei fianchi
lo spavento fecondo
i languori in attesa.


Ho smarrito l’urgenza e la veglia
ed infine la voglia.
È disturbo questo sole che splende
– il plenilunio ormai muto agli amanti.


Spenta cenere il nostro dilemma
– abbattuto l’impavido drago
cavalcato con furore nel sogno.


I miei piedi rimangono scalzi
consumati e dolenti
– i miei versi d’amore appassiti.


Il presente esiliato ai confini del cuore
tenerezza estirpata dai gesti
– ho svanito l’ardente mio ventre di fuoco
fra i miasmi di uno stagno in tempesta.


È sbiadito cinabro il mio sangue stordito.




Alessandro Vonella


Opera 4^ classificata


I limoni (a Elle)


Tagliavi la scorza
ai limoni
mentre il sole sbirciava
da una tenda smunta.
Suggerivi poesia
col tuo sorriso arreso
al mio perenne vagheggiare.
Mondavi il rutaceo agrume
dall’asprigna buccia
e così tutta la vita tua,
emendandola dall’acre
e un giorno – il vuoto – anche da me.
«Ciò che hai divelto
più puro non diventa»
lamenta
lo scarto dal fondo
di un sacchetto.
E il succo è il pianto
mesto di noi frutti gettati
e incolti, spezzati.
Lacrime è il sangue
che ci polla
da un cuore che troppo affetta.




Sergio Baldeschi


Opera 5^ classificata


Dentro un cosmo asfaltato di stelle


Dentro un cosmo asfaltato di stelle,
accendo semafori di luna
e nel serto raggrumato
di un palpito memoriale,
viaggio sulle ali di un’effimera.
Laccato d’infinito stupore,
risalgo il fiume dei prodigi,
scavalco l’ipotesi dell’inganno,
e dentro un singhiozzo d’eternità,
riemergo nell’oro del sole.
Con la pigrizia di un cucciolo,
ricompongo l’armatura
ad un impavido Parsifal,
detergo l’irreale
e m’abbevero al Sacro Graal.
Ma è solo un brivido di tenerezza
quel passato vestito d’azzurro,
che ancor m’illude di esistere
e che più mi rimanda
a quello che ho perduto.
Abbandonato nel bozzolo
da una bestemmia in metamorfosi,
mi sono risvegliato
con gli artigli dentro la pelle
e l’anima tra le fauci di una fabbrica.
Manichino senz’ombra
e collezionista di pensieri rugginosi,
mi dileguo nell’esangue parabola
di una storia mai vissuta,
fingendo di credere…
che un fiore rinascerà dalla piaga.




Paola Amadei


Opera 6^ Classificata


Il ritorno del figlio


Torni dall’estero, dopo anni,
il tempo ha plasmato
pagine di vita.


Inconsueti i rumori nella casa,
differenti i ritmi quotidiani.


Ho perso l’abitudine d’inserire
un altro nella scala delle priorità,
di cogliere il sorriso
con cui ammicchi alla vita
di ammirare lo sguardo
di chi risale i gradini della scala.


Così diverso dal mio,
che son quasi giunta in cima.


Mi riproponi i colori dell’attesa
mentre respiro i profumi
della tua primavera
diffusi tra le pareti di casa.




Chris Mao


Opera 7^ classificata

L’ultima siepe d’azzurro


Neppure il dazio di una scusa
è dovuto, gli attesi regalano
il cammino all’astuzia della folla,
la sfera del pianto giace
nella gola, aspetta la luce
fuggita dagli ulivi per esplodere;
la certezza del tramonto
frana sulle rughe della fronte,
quest’anima pura si nasconde
nella polvere che gira
su cardini di vento.
Lo scarto minimo,
la mano che manca
la presa, dove qualcuno
trema al freddo
di una via d’uscita.
Nel primo scuro nessuno muore
per il colloquio delle ombre
rifiutate dalla notte;
le ossa spente dentro la carne
reclamano la scintilla promessa
dalla veglia dei lampioni.
La rabbia del sole scompare
dietro l’ultima siepe d’azzurro.
Dove togliere la benda
ferito da queste circostanze
con le mani sciolte
dalle briglie del timore,
dal punto zero del calendario
alle intemperie del tempo perduto.
Il gusto dell’addio
che muove la bocca
verso il piombo di una condanna;
la carità che cade
da un ergastolo già scontato.




Dario Marelli


Opera 8^ classificata


Metempsicosi


Fa capolino nel fitto del bosco
il chiarore discreto della luna,
alta, a spandere onde di poesia
sul ricamo indecifrabile dei giorni.
Nel velluto della notte filtrano
ombre, acquattate come cervi
al riparo da tremori ed illusioni.
Soffia tramontana sul tripudio
di giunchiglie dischiuse alla gioia,
dove regna quiete ovattata di bellezza.
Sotto una memoria di stelle,
origlio in silenzio, lontano
da ferite che incrinano la voce,
imbrigliano l’essenza.
Tutto nell’aria traspira armonia,
attesa di luce, fioritura di salvezza.


Nell’ora che ricuce libertà,
mi abbandono alla pace
diventandone parte.
Qui, il mio corpo trasmigra,
si fa radice, seme di altri cieli.
Lassù, nelle praterie del cosmo
si sfarinano comete antiche.
Ma ancora mi accolgono
tamburi nuovi.




Lucia Ingegneri


Opera 9^ classificata


Non c’è limite


Non c’è limite nell’attendere
ogni giorno il cantico del sole,
nell’accogliere ogni parola che si spande
come pioggia scrosciante per irrigare.


Non c’è limite a mettersi in gioco
per spazzare l’ansia della notte
quando il suono del cuore fa rumore
per stimoli nuovi da accarezzare.


Tante emozioni
per scovare dentro l’anima
cristalli nascosti da far emergere
e gettare luce su relazioni umane
come suggello di universi ritrovati.
Parole sfebbrate da incidere
sulle pagine nivee della vita,
amorose passioni, profonde amicizie,
coscienze chiare come la luna e le stelle
nel profilo della propria esistenza.


Si schiude il sipario della vita
sulle note di nuove identità
che rompono le maglie del tempo.




Daniela D’Aloia

Opera 10^ classificata


A mia nonna


Sparsi i fogli tuoi bianchi,
lasciàti al vento come piume,
strappati al tuo diario
che ancora di te respira l’odore.


Inchiostri incomprensibili
eppur indelebili
incisi come su dura scorza
da mani che non seguono più,


ma sei tu,
con la tua orrida bestia sleale,
con la tua penna inceppata,
vita consumata
a contemplare il tuo abisso.


La caverna più misteriosa la tua.



L'Albo d'Oro:
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