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Premio Letterario Internazionale Jacques Prévert 2022
XXVIII Edizione

Ultimo aggiornamento: 06 Giugno 2022
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

A causa delle numerose richieste la data di scadenza prevista del 30-12-2022 è stata prorogata al 30-01-2022

  • La Giuria rende noti i risultati in data 25-05-2022.
Risultati

La Giuria della Sezione Poesia, presieduta da Monica Colombini, dopo attenta valutazione delle opere pervenute, rende nota la graduatoria finale:


  • Opera 1^ classificata «E le stelle stanno a guardare» di Morena Festi, S. Matteo della Decima (Bologna).
    Vince: Targa Jacques Prévert – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 100 copie all’Autore – Attestato di merito. Questa la motivazione della Giuria: «Una raccolta che fa delle parole eleganti e delle immagini di raffinato respiro poetico il suo profilo, unico e originale. Ogni singola parola una suggestione, e ad ogni rilettura una nuova sfumatura aggiunge colore e calore all’immagine poetica.
    Componimenti in cui ogni parola è necessaria a regalare al lettore un distillato pensiero poetico che in poche righe è capace di aprire al lettore una infinità di caleidoscopiche emozioni in cui il vissuto personale trova specchio.
    Appaiono leggendo i ricordi di infanzia, la percezione del tempo sospeso dell’attesa, il vuoto della solitudine, la sensazione di caduta dell’incertezza e il bisogno naturale dell’uomo che ambisce nuovi orizzonti. Trova ampio spazio nei componimenti il tempo del ricordo, del rimpianto per gli affetti perduti che si scioglie nel silenzio, nell’abbraccio di un cuscino, in uno sguardo perso nel cielo. L’amore, in pochi semplici ma profondissimi versi, non manca all’appello esplodendo e manifestandosi nella sua più pura e essenza come sentimento senza stagione e bisogno di rispecchiarsi nell’altro». Monica Colombini


  • Opera 2^ classificata «Le parole della notte» di Athos M. Cortis, Salerno.
    Vince: Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 50 copie all’Autore – Attestato di merito.
    Questa la motivazione della Giuria: «Le parole poetiche di questi componimenti si rincorrono, punteggiate di qualche accento in rima, in un ritmo che invita a leggere e rileggere fino a vedersi ricomporre i frammenti di visione, l’intuizione nascosta in ogni parola, in immagini nitide… emozionanti. Il percorso poetico della raccolta si snoda con stile coerente e sicuro attraverso i grandi temi dell’esistere.
    I versi sono brevi e incisivi nell’intento di tradurre in parola è offrire uno sguardo profondo, essenziale, all’animo umano in viaggio tra vita, sentimenti, amori e ricordi. E poesia in bilico tra sogno e realtà, che trova la sua ragione di essere nel solitario e silenzioso vagare del lettore tra le parole fiorite di un giardino notturno». Monica Colombini


  • Opera 3^ classificata «Paesaggi» di Antonio Costantin, Cantalupa (Torino).
    Vince: Pubblicazione di un Quaderno di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 50 copie all’Autore – Attestato di merito.
    Questa la motivazione della Giuria: «Ogni poesia di questa silloge è un fotogramma poetico, cartoline di paesaggi terreni e dell’anima. Le parole pulite, essenziali evocano in maniera nitida pensieri, sensazioni, lampi di consapevolezza. Sono versi capaci indurre il lettore a spingersi oltre i contorni di questi paesaggi che sono terreni, passaggi dell’esistenza e germoglio di emozioni. La scrittura restituisce con stile sicuro, personale la rappresentazione poetica della vita tra frammenti di ieri, memorie, speranze tradite, parole non dette, il fluire del tempo, tramonti e cieli di luna. C’e’ il Tutto del vivere nella sintesi di poche parole in cui ritrovarsi». Monica Colombini




  • Opera Segnalata dalla Giuria: «La rugiada nera» di Micaela Battista, Milano.
    Questa la motivazione della Giuria: «È poesia che urla e rivendica il diritto a ricevere risposte che diano senso alla fatica di crescere.
    C’è sofferenza, disperazione e rabbia urlata nel dichiarato anelito a ritornare in una bolla ideale di purezza infantile che il mondo degli adulti oltraggia, sporcandola di sovrastrutture mentali e aberrazioni del cuore come un velo di nera rugiada». Monica Colombini


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «I colori dell’amore» di Antonietta Angela Bianco, Cagliari.
    Questa la motivazione della Giuria: «Amore che fa accapponare la pelle, desiderio di infinito, amore che resiste alla morte. Con piacevole e ricercata scrittura la poesia offre accoglienza e riparo ad ogni umana forma e rappresentazione d’amore». Monica Colombini


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Il cielo nelle pozzanghere» di Giulia Borroni Cagelli, Castellanza (Varese).
    Questa la motivazione della Giuria: «Il cielo si rispecchia nell’acqua di una pozzanghera e la vita prende forma viva nelle parole di questi componimenti poetici. La bellezza è vicina, il cielo che si specchia si può toccare e la piccola costellazione di gioie fatte di petali di ciliegio in volo, di sentimenti veri, di abbracci rassicuranti, di sogni ristoratori, è lì ad indicare la strada della speranza… l’unica possibile». Monica Colombini


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Impronte di fumo» di Giampaolo Selis, Quartu Sant’Elena (Cagliari).
    Questa la motivazione della Giuria: «Con stile poetico scandito e originale, i componimenti si raccordano in un interessante unicum tematico che pone l’accento sulla necessità per l’uomo di un ritrovato equilibrio con la natura del pianeta. Sono scenari di deserti della natura popolati da deserti di umanità». Monica Colombini


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Natura e vita» di Vittoria Tomassoni, Rieti.
    Questa la motivazione della Giuria: «Belle parole, fresche, leggere, incalzanti, che nel respiro dei componimenti regalano al lettore la netta percezione del senso naturale della vita. Ci sono vento e grano, stelle e farfalle, acqua di mare e fresca pioggia a fare da scenario ai sentimenti eterni dell’essere umano». Monica Colombini


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Così è la vita» di Agnese Vignolo, Genova.
    Questa la motivazione della Giuria: «Con uno stile personale e scrittura melodiosa, le poesie di questa raccolta raccontano lo scorrere della vita che è passo oltre il buio, tristezza, sogno… Dalle parole poetiche si eleva il senso di un amore incondizionato e sicuro per la vita che essa stessa è poesia». Monica Colombini




Alle opere Segnalate dalla Giuria oltre ad Attestato di merito, vengono offerte vantaggiose proposte di pubblicazione con l’assegnazione di copie in omaggio, in caso di pubblicazione in volume con la casa editrice Montedit. A breve verrà inviata agli Autori premiati comunicazione in merito al successo conseguito a mezzo email.




La Giuria della Sezione Narrativa, presieduta da Massimo Barile, dopo attenta valutazione delle opere pervenute, rende nota la graduatoria:


  • Opera 1^ classificata «Racconti fuori» di Gabriella Volpi, Besano (Varese). Vince: Targa Jacques Prévert – Pubblicazione dell’opera vincitrice in volume edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di copie gratuite all’Autore – Attestato di merito.
    Questa la motivazione della Giuria: «Gabriella Volpi propone una raccolta di quattro racconti, intensi e vibranti, esaltati da una scrittura appassionata, precisa e coinvolgente.
    La sua Parola è costantemente pervasa di una profonda sensibilità ed umanità che emergono chiaramente nelle storie narrate, diverse tra loro, ma sempre passate al vaglio del suo sguardo attento nei confronti della realtà e della sua grande capacità di creazione letteraria.
    Durante il processo narrativo si assiste ad un alternarsi di emozioni che si diramano in diverse direzioni e dimensioni, in un continuo disvelamento di personaggi e luoghi, in una costante immersione dentro un “viaggio intimo” che si congiunge e plasma con le storie di altri personaggi.
    Da sottolineare il racconto, dal titolo “Fammi capolavoro!” che vede come protagonista un ragazzino di tredici anni, che ama l’Arte ed è affascinato da un’opera di Oreste Albertini, “il pittore della luce”: rimarrà abbagliato davanti al capolavoro e si sentirà magicamente inghiottito nel quadro, fino a diventarne un protagonista, conoscere e parlare con il pittore, incontrare la ragazza che posava per il dipinto “Vespero”, e persino venire ritratto dall’artista.
    Il racconto è commovente e, al contempo, luminoso, irradiato di una luce meravigliosa che riconduce ad un atto di salvazione». Massimo Barile




  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Ecclesia» di Alessandro Barsotti, S. Maria a Colle (Lucca). Questa la motivazione della Giuria: «Alessandro Barsotti regala un’avvincente narrazione che, attraverso la figura dell’abate Rafael del convento benedettino nella città castigliana di Avila, ripercorre la conquista dell’Impero Inca da parte dei conquistadores spagnoli guidati da Francisco Pizarro.
    Il protagonista sarà perseguitato dalla “lunga mano” della Santa Inquisizione, sorte che spetterà anche al cugino Francisco de Aguilar, e, per espiare la colpa, verrà inviato come missionario in America, al seguito dei soldati spagnoli di Pizarro, fino all’epilogo che vedrà l’abate Rafael scegliere di rimanere nella terra Inca, nonostante il perdono e la riabilitazione grazie ad un cospicuo obolo offerto dalla sua famiglia alla Chiesa.
    Durante il processo narrativo emergono le costanti riflessioni sul comportamento della Chiesa, l’incoerenza tra il ruolo spirituale che deve avere ed i comportamenti negativi nell’esercizio del suo potere spirituale; il tormento di un uomo che si vede costretto in un ruolo che non ha scelto ed il travaglio interiore che condurrà alla rivelazione spirituale: a tali considerazioni fa da cornice la conquista delle terre Inca da parte di Pizarro attraverso saccheggi, bramosia di oro e argento, e ripetuti massacri.
    La narrazione risulta precisa ed attenta, intensa e coinvolgente, fino all’atto finale che vede l’abate Rafael ritrovare la fede e riavvicinarsi a Dio, ritrovando la “semplicità benedettina” e l’Amore per il prossimo». Massimo Barile


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Racconti» di Roberto Colasanti, Tokyio (Giappone). Questa la motivazione della Giuria: «Roberto Colasanti propone una raccolta di otto racconti che si intersecano e plasmano tra loro al cospetto delle diverse esperienze esistenziali.
    La narrazione offre una galleria di personaggi esemplare: un uomo, costantemente in “conflitto con sé stesso”, si trasferisce in campagna alla ricerca della pace e della solitudine, ma continuerà a fare i conti con i “limiti dei suoi sentimenti”; un altro protagonista avverte che, ormai, il suo rapporto con la moglie è diventato un “groviglio inestricabile”, ma un evento inaspettato stravolgerà la sua convinzione; un altro ancora è totalmente proteso a “guadagnare sempre più”, ma si sente costantemente insoddisfatto ed inappagato, e via dicendo.
    Grazie ad una scrittura coinvolgente che pone al centro della sua intenzione letteraria la ricerca del senso autentico della vita, si giungerà alla considerazione finale che metterà in evidenza come le molteplici “distrazioni” esistenziali e la costante propensione a ricercare solo il lato materiale della vita, distolgano dai valori fondamentali dell’esistere». Massimo Barile


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «I racconti del lago» di Ermanno Gelati, Legnano (Milano). Questa la motivazione della Giuria: «Ermanno Gelati offre una raccolta di racconti decisamente interessanti e che, grazie ad una scrittura fluida e precisa, mettono in risalto la grande capacità di “raccontare” dell’Autore.
    La raccolta denota la presenza costante di una propensione ad utilizzare uno sguardo critico ed ironico nei confronti della realtà, sempre proteso a mettere in evidenza le contraddizioni dell’esistere, tra una sorta di insoddisfazione esistenziale latente ed un velato senso di malinconia, come a voler sperimentare un processo di ricerca del senso autentico e più profondo dell’esistenza per raggiungere la consapevolezza dell’umano cammino.
    Interessante il racconto, dal titolo “Amore e Psiche”, che apre la raccolta e narra la triste vicenda di una coppia di cigni neri che hanno nidificato vicino ad una zona residenziale in prossimità di un lago: Ermanno Gelati, con ironia ed attenta cadenza dei tempi narrativi, regala un finale che riesce a strappare un sorriso amaro». Massimo Barile


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Constrasti» di Corinna Pancheri, Cassino (Frosinone). Questa la motivazione della Giuria: «Corinna Pancheri Corinna Pancheri offre una raccolta di racconti coinvolgente ed affascinante, capace di scrutare nelle pieghe più celate e recondite dell’animo umano.
    Interessante e struggente il racconto che vede protagonista un ragazzo, che si chiama Elio, purtroppo affetto da problemi psichici, che verrà portato dalla sua famiglia nella dimensione più tranquilla di un paesino, lontano dalla frenetica ed invasiva città metropolitana.
    Nel suo mondo interiore vive una costante lacerazione quando si chiude nella sua stanza ad ascoltare le “voci degli invasori” nel tentativo di allontanarli e, ancor peggio, durante la notte quando le voci diventano più insistenti perché non vengono attenuate dalle normali vicende quotidiane.
    In questa nuova dimensione, più serena e tranquilla, incontrerà il sentimento d’amore per una ragazza e sarà la sua rinascita». Massimo Barile


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Tecla» di Elga Pellegrini, Reggello (Firenze). Questa la motivazione della Giuria: «Nel testo di Elga Pellegrini emerge chiaramente l’amore della protagonista Tecla per i bambini e, anche dopo l’abbandono della scuola, i bambini continueranno a far parte della sua vita ed assumere un ruolo totalizzante.
    Durante il processo narrativo le vicende che si susseguono diventano espressione fedele delle intenzioni narrative dell’Autrice e si sottolinea come le molteplici manifestazioni dell’esistere contengano sempre uno spiraglio luminoso, fino alla decretazione che tutta la vita di Tecla è stata una continua tensione/propensione per cercare di restituire l’infanzia “alla propria sorgente”.
    Ecco allora che l’insegnamento ad accettare gli errori e trasformarli in positivo diventa un affascinante percorso per acquisire la piena “consapevolezza del vivere”». Massimo Barile


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Il bracciale» di Emanuele Stochino, Quartu Sant’Elena (Cagliari). Questa la motivazione della Giuria: «Il romanzo di Emanuele Stochino è ammantato di un’atmosfera onirica e condurrà il protagonista in una dimensione immaginifica e surreale.
    La narrazione prende avvio dal verificarsi di un incidente che vede coinvolta una ragazza che indossa un bracciale “straordinario” e magico, capace di creare una sensazione di rapimento estatico.
    Da quel momento la realtà nella quale si muove il protagonista inizierà a cambiare e verrà letteralmente catapultato in una sorta di viaggio onirico, un percorso misterioso tra metamorfosi inspiegabili della realtà e mutamenti repentini relativi ai vari personaggi narrativi.
    Un percorso di “crescita”, tra immaginifico ed invenzioni letterarie, che esalta la fervida fantasia dell’Autore». Massimo Barile




Alle opere Segnalate dalla Giuria oltre ad Attestato di merito, vengono offerte vantaggiose proposte di pubblicazione con l’assegnazione di copie in omaggio, in caso di pubblicazione in volume con la casa editrice Montedit. A breve verrà inviata agli Autori premiati comunicazione in merito al successo conseguito a mezzo email.




La Giuria ha inoltre selezionato una rosa di opere meritevoli alle quali viene offerto di pubblicare in volume con la casa editrice Montedit e di avere copie in omaggio. Verrà inviata comunicazione agli Autori a mezzo email.




L'Albo d'Oro:
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