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Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2019
XXIV Edizione

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2021
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

La data di scadenza prevista del 30-06-2019 è stata proogata al 30-07-2019

  • La Giuria rende noti risultati in data 13-11-2019 – La valutazione delle opere pervenute è iniziata in data 27-08-2019.
  • Antologia spedita dal 30-06-2020 al 20-07-2020 – In data 19-03-2020 sono state inviate a mezzo email le bozze agli autori ammessi all’Antologia – in data 06-09-2019 è stata inviata comunicazione a mezzo posta agli autori ammessi all’Antologia del premio che sarà edita dalla Casa Editrice Montedit nella quale saranno inserite le opere migliori selezionate dalla Giuria tecnica del Premio
  • Sabato 7 marzo 2020 si svolgerà l’Open Day del Club degli autori: Incontro con consegna dei Premi agli autori vincitori dei concorsi letterari indetti nel 2019.

È stata inviata agli Autori premiati comunicazione in merito. Cliccando qui è possibile scaricare la Comunicazione sullo svolgimento dell’Open Day del Club degli autori:

Cliccando qui è possibile scaricare le indicazioni utili agli Autori per raggiungere la nostra sede


Comunicato importante relativo all’Open Day del Club degli autori

A causa dei recenti avvenimenti in relazione all’emergenza epidemiologica di Coronavirus, e in ottemperanza all’Ordinanza del Ministero della Salute e della Regione Lombardia del 23 febbraio 2020, che prevede la sospensione di tutti gli eventi anche di carattere culturale e la chiusura di musei e altri luoghi di cultura. Comunichiamo con la presente che ad oggi, lunedì 24 febbraio 2020, non siamo in grado di confermare l’Open Day del Club degli autori fissato per Sabato 7 marzo 2020.
Restiamo in attesa delle direttive che verranno emanate da domenica 1° marzo, e lunedì 2 marzo confermeremo o annulleremo l’incontro inviando comunicazione in merito a mezzo email a tutti i partecipanti che hanno confermato la propria presenza
Certi della comprensione di tutti i premiati, con grande rincrescimento auspichiamo ottimisticamente in un miglioramente dell’attuale situazione e preghiamo i premiati di attendere notizie in merito lunedì prossimo.

Risultati
  • Opera 1^ classificata «L’arredo» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (PI).
    Questa la motivazione della Giuria: «Sergio Baldeschi è poeta che percepisce l’impulso lirico nel profondo del suo cuore, che vive e penetra l’universo emozionale generatore della poetica, costantemente illuminata dalla sua Parola, capace di suscitare l’animo.
    Sergio Baldeschi è consapevole che la vita può innalzarti alla gioia suprema, ma può anche schiacciarti come una lattina vuota.
    Ecco allora che il “funambolico equilibrio” sul filo dell’esistenza, tra dolce recupero dei ricordi dell’infanzia e velata nostalgia, diventa simbolico atto salvifico che dissolve la realtà del presente, del quotidiano vivere in un “obsoleto arredo di una fabbrica”, alienante condizione che “macera i sogni in polvere”.
    Il poeta è sempre solo, come un “naufrago” in un mare di tormenti e chimere, proteso a risalire fino alla fonte del “prodigio”, ad elevarsi alla dimensione sognante, quasi a voler tornare indietro nel tempo e ritrovare “quel bambino/che del mondo…aveva fatto il suo arredo”». Massimo Barile
    Vince: Targa Poeti dell’Adda – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione di 100 copie – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito
  • Opera 2^ classificata «Monologo notturno» di Elisabetta Liberatore, Pratola Peligna (AQ).
    Questa la motivazione della Giuria: «Elisabetta Liberatore propone una poesia che rappresenta un “monologo”, duro e spietato, tagliente come bisturi che viviseziona i pensieri notturni, tra gelida atmosfera e “istanti graffiati” dalla superficie dell’esistere.
    Nel processo lirico dominano l’atmosfera silente e l’algida percezione d’una siderale distanza, “raggelati i tuffi del cuore” e “sigillate” le speranze, mentre la sua Parola entra nel vortice d’una vertigine immane: “Non rimangono che preghiere/erranti in un labirinto di lucerne…”». Massimo Barile
    Vince: Pubblicazione di un Libro di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’Autore – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito
  • Opera 3^ classificata «Infine…» di Marianna Gagliano, Corigliano-Rossano (CS).
    Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Marianna Gagliano recupera l’ultimo bagliore dei “versi/già ripetuti e scritti mille volte”, ammantati di “ricordi” e pervasi di immagini che rappresentano gli “amati volti”.
    Emerge la consapevolezza che il tempo scorre inesorabile, tutto consuma e dissolve, inutile la nostalgia e ancor più vana ogni illusione per i “giorni ormai passati”: non resta che il sigillo lirico, capace di tramutarsi in substantia esistenziale, in quella meravigliosa “immensa gioia per aver amato”». Massimo Barile
    Vince: Pubblicazione di un Quaderno di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’Autore – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito
  • Opera 4^ classificata «I tulipani di Lisse» di Dario Marelli, Seregno (MB).
    Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Dario Marelli è dedicata alla figura di Anne Frank e, quel personale universo segreto, tra turbamenti e “speranze recise”, assurge a simbolo dell’umanità umiliata, quando l’Uomo è contro l’Uomo, quando l’orrore cerca di annientare ogni barlume di dignità: l’essere umano diventa una res, da trasportare su treni merci blindati, da annientare e disperdere al vento, come cenere che ricade sull’umanità intera.
    Dario Marelli recupera il barlume di umanità e dignità, offrendo l’immagine dei tulipani nei campi di Lisse, fluttuanti al vento e sgargianti sotto il cielo, autentico inno alla gioia e alla “vita”». Massimo Barile
  • Opera 5^ classificata «Sine die» di Chris Mao, Ormea (CN).
    Questa la motivazione della Giuria: La poesia di Chris Mao, necessita di decodifica e attenta analisi in relazione alle profonde intenzioni del poeta, quando scrive che “il bisogno d’amore tracima/dal secchio dell’ordine quotidiano”, diventa preda del tempo, tra abitudini e rinunce.
    Le molteplici manifestazioni del vivere sprigionano dal cuore “orgoglio e bellezza”: ecco allora che, nella visione del poeta, diventano “antidoti per ogni pena”, quando genesi ed evoluzione si dissolvono, proprio come il riscatto e la vendetta». Massimo Barile
  • Opera 6^ classificata «ELegia marina nella deriva dell’infamia» di Francesca Croci, Predazzo (TN).
    Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Francesca Croci diventa simbolo d’una dimensione esistenziale che vive una sospensione, tra abisso lirico e vertigine immane, nella quale non v’è distinzione tra desiderio e sogno “negato od agognato” perché tutto è solo infernale caduta.
    La condizione lirica diventa decretazione d’una donna sospesa su “abissi d’acqua”, nessuna resistenza perché il sollievo è nel lasciarsi abbandonare al flusso, dopo il dolore a lungo “trascinato” e ormai dissolto dal tempo: la visione della poetessa non ricerca un approdo salvifico, non desidera un’isola dove rifugiarsi, nemmeno vuole affidare un messaggio di speranza, ma solo constatare l’inevitabile destino con i versi “galleggio stancamente/ormai sola/su questa buia paura senza sponde”.
    L’umana verità è nella chiusa della poesia: verrà il tempo in cui tutti voi farete i conti con la vostra paura.». Massimo Barile
  • Opera 7^ classificata «Come libero vento» di Lucia Ingegneri, Monza (MB). Questa la motivazione della Giuria: «La Parola di Lucia Ingegneri nasce dal cuore, sincera e limpida, e la sua poesia vola libera, proprio come il vento, nel cielo infinito, tra le “magiche emozioni”, oltrepassando il travaglio dell’esistenza, attraversando l’anima.
    La sua poesia è illuminata dalla “fiamma della vita”, dai sentimenti nel loro significato più autentico, dalla sostanza invisibile dell’Amore che nutre la sua anima, riscalda il suo cuore, illumina la sua poesia». Massimo Barile
  • Opera 8^ classificata «Babbo» di Maria Colombo LGE, Bovisio Masciago (MB).
    Questa la motivazione della Giuria: «Maria Colombo offre una poesia dedicata al ricordo del padre, pervasa di infinita dolcezza e dolce recupero memoriale, capace di alternare parole struggenti e rappresentazione lirica della figura dell’amato “babbo”, che diventa simbolico “porto misericordioso”, seppur “curvato dalla malattia” e affaticato dal peso degli anni.
    Nella visione lirica le lacrime del padre si tramutano in “cristalli di luce”, capaci di creare spiragli luminosi nel travagliato percorso di questa vita.». Massimo Barile
  • Opera 9^ classificata «09° class «La strada degli anni» di Giovanni Codutti, Feletto Umberto (UD).
    Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Giovanni Codutti diventa rappresentazione del percorso esistenziale, reso con pochi versi nei quali la “strada degli anni” si può paragonare alla sabbia nella clessidra, che lentamente, ma inesorabile scorre verso il basso, ricordando che il futuro si “restringe”.
    Il “sentiero” della vita deve fare i conti con le “ombre” che diventano sempre più incombenti, fino al momento dell’ultimo abbandono “dove l’andare/si perderà nell’essere/in chissà quale altrove”». Massimo Barile
  • Opera 10^ classificata «Ti vedo ancora lontano» di Lucia Lo Bianco, Palermo (PA).
    Questa la motivazione della Giuria: «Lucia Lo Bianco offre una poesia pervasa d’amore, unico e assoluto, autentica fusione di due anime che supera il tempo, e il verso che apre la poesia, “ti vedo ancora da lontano”, ne è il simbolo lirico.
    Il ricordo è presente nel cuore e nell’anima, ancora forte e dirompente, come se il tempo non fosse passato; il suo sorriso luminoso pare un “raggio di luce”, e lei sembra ancora sentire sulla pelle i “baci caldi” e la gioia del corpo stretto nell’abbraccio: un autentico volo d’amore divino.». Massimo Barile


Dal quarto al decimo vincono: Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia del Premio e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito


Sabato 7 marzo 2020 si svolgerà l’Open Day del Club degli autori: Incontro con consegna dei Premi agli autori vincitori dei concorsi letterari indetti nel 2019.
È stata inviata agli Autori premiati comunicazione in merito. Cliccando qui è possibile scaricare la Comunicazione sullo svolgimento dell’Open Day del Club degli autori:

Cliccando qui è possibile scaricare le indicazioni utili agli Autori per raggiungere la nostra sede


Opere vincitrici




Sergio Baldeschi


Opera 1^ classificata


L’arredo


In precario, funambolico equilibrio,
cammino sull’instabile filo
di una gloriosa memoria
che ancor mi celebra.
Ma la placenta di luce
che trafuga palpiti all’infanzia
non può sottrarmi
dall’obsoleto arredo di una fabbrica.
Dentro quella bava di luna
dove il sangue luccica metallo,
cresce un movimento che mi precede,
un rituale pieno di ruggine
che macera sogni in polvere
e li diluisce in fatture e bollette.
Davanti ad un portone buio e scarno,
bussano le nocche
della mia sovversiva resilienza
e lo fanno per sopravvivere
alla vena di un tormento
che mendica solo epiloghi irrisolti.
Balorde nostalgie o cos’altro,
quelle redenti chimere in evoluzione
e quei brividi inconsulti
che nascondevo nelle tasche di bimbo.
Vorrei bere un sorso d’universo,
tornare una scheggia di sole impazzita,
sentire ancora il canto delle stelle
e la voce di flauto
che vibrava sulle ginocchia di mia madre.
Naufrago e smemoro,
per un attimo risalgo il fiume dei prodigi,
m’incielo nella rugiada di un sogno
e nella clessidra che annulla gli incanti,
ritrovo quel bambino
che del mondo… aveva fatto il suo arredo.




Elisabetta Liberatore


Opera 2^ classificata


Monologo notturno


Alta sui nostri sguardi attoniti
è la fissità siderale gelida
sulla febbre dei nostri istanti
graffiati su superfici ghiacciate.
Raggelati i tuffi del cuore
in gherigli murati entro gusci rugosi,
quando folate di venti irrequieti
sommuovono vertigini
nei sacrari eretti su plaghe
di gioie serrate.
In un pullulare di voci,
pallidi echi di domani mai giunti,
l’astro tagliente sgretola
le tenebre in fiochi barbagli
argentei mentre un viola
corrugato sigilla speranze effimere
in un capogiro di calici
imperlati d’ebbrezza.
L’ estasi della notte
remota e spietata assedia
la castità dei nostri eremi.
Non rimangono che preghiere erranti
in un labirinto di lucerne,
mazzi di fiori votivi
sulle curve dei nostri attimi.




Marianna Gagliano


Opera 3^ classificata


Infine…


Quando il bagliore estremo fremerà
su tiepida e cadente impalcatura
e fra serrate labbra muteranno
in fiati smunti e lenti, i tanti versi
già ripetuti e scritti mille volte,


si avvolgerà l’adagio dei ricordi,
finché il ritroso passo rimarrà
impigliato in perlacei sassolini
riflettenti gli amati volti incisi,
muraglia di sostegno al petto, forte


corazza contro flussi di dolore.
Nessuna nostalgia per altra cosa,
lasciata in questa sponda, coronata
da verdi valli e mari e cieli azzurri,
porterò in me dei giorni ormai passati


l’immensa gioia per avere amato.




Dario Marelli


Opera 4^ classificata


I tulipani di Lisse


Occhieggiano al sole, sgargianti,
sotto il cielo striato di maggio
i tulipani di Lisse.
Non sanno delle memorie sgualcite
nei sottotetti di Amsterdam,
dei turbamenti di Anne,
delle speranze recise.
Accarezzano ignari il sospiro del vento,
distesi nel prato, infondendo quiete.
Hanno l’incanto della giovinezza,
di chi non si è annullato,
di chi non ha perduto tutto.


Erano solo ieri le sirene
che ululavano al buio, le biciclette
abbandonate nel ghetto,
fiutando la fuga.
Era solo ieri il tuo sguardo d’amore,
dentro te il mare e la paura di annegare
nel retro della casa*.
L’umanità umiliata.


Oggi a Lisse di maggio,
ammassati nei campi,
si lasciano ammirare i tulipani.
Indossando la gioia, inneggiando alla vita.


Ad Anne Frank

“Il retro della Casa” indica l’alloggio segreto ove si nascose Anne Frank




Chris Mao


Opera 5^ classificata


Sine Die


Di buona norma fugace
il bisogno d’amore tracima
dal secchio dell’ordine quotidiano
e diventa preda nelle ore
di ogni candida minaccia.
Chi sorveglia le città
all’ombra delle azioni altrui,
chiede dazio alle abitudini
e nel furore delle rinunce
costruisce dubbi e vendette
per una rivoluzione meschina.
L’esatto colore della giustizia
si nasconde allora
nella foce di ogni riscatto,
dove cuore e polmoni
sprigionano proteine
d’orgoglio e bellezza;
gli antidoti per ogni pena.




Francesca Croci


Opera 6^ classificata


Elegia marina nella deriva del’infamia


“Col mare
mi sono fatto
una bara
di freschezza.”
(Giuseppe Ungaretti)


Galleggio ancora viva
sulla mia futura tomba.
Ogni orizzonte negato od agognato
è solo inferno.
Sospesa sono
su abissi d’acqua
salati e raggelanti
come le lacrime dei bimbi,
pericolosi e ostili
come ogni sguardo decretante la sentenza.
Nessuna resistenza più
– ora il sollievo è nel lasciarmi andare,
immaginarmi prezioso nutrimento
per le creature marine
voraci senza odio o accanimento.
(Altro è venir sbranata
quando nel cuore ancora palpita speranza
– squartata anima e viscere –
spolpata dalle insaziabili mascelle del ludibrio,
talamo e ricco desco
per miserabili ominidi arrapati
dediti alla turpitudine e al saccheggio.)


Galleggio stancamente
oramai sola
su questa buia paura senza sponde.
Galleggio sul futuro liquido di tomba.
Il dolore così a lungo trascinato
è scivolato lieve via dalla memoria.
E quando – infine
la mia paura
affogherà con me,
allora forse verrà il tempo
in cui farete i conti con la vostra.




Maria Colombo LGE


Opera 8^ classificata


Babbo


La memoria chiudeva il suo portello.
I dolci capelli bianchi seminavano i giorni.
Lui, era sempre allacciato alla vita,
porto misericordioso,
però, gli tremolava una lacrima,
più d’una, negli occhi.
Capiva il vecchio capitano
che gli pesava addosso tutto il carico.
Era un bimbo d’argento
col suo pianto trattenuto
e mi chiedeva scusa.

Povero babbo mio, curvato dalla malattia,
indolenzito nella barca dell’età.
Lasciarsi battere dai venti,
lasciare che la tempesta ti flagelli
e sperare nel miracolo.
Costruire cristalli di luce col tuo pianto,
lasciare solo un abbozzo di noi,
mirando all’invisibile.




Giovanni Codutti


Opera 9^ classificata


La strada degli anni


Ore infinite
sulla strada degli anni,
alle spalle
il passato è diventato antico.


Imprigionando se stesso
si restringe il futuro,
oltre quella strada
un sentiero tinto di ombre,


un confine greve
dove l’andare
si perderà nell’essere
in chissà quale altrove.




Ho visto


Ho visto i nostri destini
fondersi in uno
per inseguire l’amore.


Ho visto il mio sguardo
immergersi nel vento
per abbracciare il tuo respiro.


Ho visto il tuo sguardo
aggrapparsi al cielo
per non arrossire.


Ho visto le nostre parole
tendere la rete
per catturare l’amore.




Lucia Lo Bianco


Opera 10^ classificata


Ti vedo ancora da lontano


Ti vedo ancora da lontano
ed è presente il tuo ricordo,
annegavamo in giorni senza tempo
tra le rose e i papaveri nei campi.
Vedo ancora il tuo sorriso,
raggio di luce in un fiume di parole,
fragole e more pendevano dai rami
e i nostri anni pieni di promesse.
Ed il mio sguardo sa di te,
dei baci caldi che ancora non ho avuto
e delle note su ali di farfalla
che raggiungevano il cuore tuo e il mio.
Ancora gli occhi riescono a vedere
nel turbinio di anima e di pelle,
tra sole e luna dipinti all’orizzonte,
i nostri corpi stretti in un abbraccio.
E veleggiando so ancora immaginare
noi due sospesi tra terra e ciel crudele,
i nostri odori dispersi tra le piante
in un mattino che sa di primavera.



L'Albo d'Oro:
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